ABBINAMENTO DI LUSSO: Bollicina italiana e Caviale

In vista delle prossime festività vi proponiamo un abbinamento per cominciare in modo impeccabile le vostre cene e i vostri pranzi natalizi, apriamo le danze con un bel Metodo Classico italiano e il Re delle tartine.

Lo spumante che abbiamo scelto è il Trento Doc, Salísa Dosaggio Zero Millesimato 2014 della cantina Villa Corniole della Valle di Cembra (TN).

Territorio

Ci troviamo in un luogo mozzafiato, a pochi chilometri dalla città di Trento, territorio segnato dal passaggio del torrente Avisio che nasce dalla Marmolada e attraversa la Val di Fassa e la Val di Fiemme per giungere in questo scenario suggestivo che è caratterizzato dal porfido, “l’oro rosso” di cui sono costituiti i suoi pendii e dai muretti a secco che cingono i vigneti percorrendolo per oltre 700 chilometri e che sono stati dichiarati “Patrimonio immateriale dell’Umanità” dall’Unesco.

Il microclima con le sue forti escursioni termiche lo rende un territorio particolarmente vocato per la coltivazione delle uve a bacca bianca, in particolare il Müller-Thurgau e lo Chardonnay che, proprio per le basse temperature notturne nel periodo prevendemmiale, raggiunge un punto di maturazione che gli regala note e sentori particolari come fosse una liqueur naturale anziché una base neutra per la spumantizzazione.

Le uve provengono dai vigneti alle pendici del Monte Corona nel comune di Giovo a circa 500 m slm, suolo caratterizzato da una matrice porfirica e calcarea che contraddistingue i vini prodotti in quest’area. L’annata 2014 è stata particolarmente fredda ciò ha provocato un’acidità elevata che è stata smussata impiegando eccezionalmente la fermentazione  malolattica su una parte di uve che ha fatto legno, questo conferisce allo spumante un bel potenziale di invecchiamento. L’affinamento sui lieviti è proseguito per ben 44 mesi in una cantina interrata a temperatura costante. Alla sboccatura, essendo un Pas Dosé, non viene aggiunta alcuna liqueur d’expedition.

Degustazione

Il calice alla vista si presenta di un brillante giallo paglierino dai riflessi d’oro verde con un fitto perlage dotato di una persistenza infinita e di bollicine finissime. Al naso è un’espressione elegante che rivela tutta la complessità del suo territorio sprigionando note minerali di roccia calcarea a cui seguono note agrumate e di frutta tropicale, pompelmo e ananas, con un sottofondo di erbette di montagna per poi lasciare il passo alla fragranza burrosa di profumi di pasticceria. Grande freschezza e sapidità pervadono il palato che è avvolto dalla cremosità della spuma delicata. Uno spumante equilibrato nelle sue varie componenti e di corpo pieno con una piacevole persistenza e una qualità eccellente.

Caviale

A questo degno rappresentante del suo territorio vogliamo abbinare un prodotto che allieta da sempre i banchetti più raffinati e lussuosi delle feste, il Caviale, il cui nome deriva etimologicamente da Khaviar o Caviar, parola turca che nel linguaggio locale degli abitanti sulla sponda iraniana del Mar Caspio indica le uova degli storioni che si trovano in questo mare. Da lì fu l’aristocrazia russa a farlo conoscere dapprima in Francia e poi nel resto d’Europa.

Il caviale che abbiamo avuto modo di degustare, Cru Caviar Classic (uova di storione siberiano), è di ottima qualità ed è Made in Italy provenendo da allevamenti che si trovano nel Parco del Mincio, un suggestivo angolo incontaminato della Lombardia, fra il Garda e il Po, che si dipana lungo il corso del fiume Mincio per arrivare in Veneto. Il suo sapore è estremamente delicato e burroso tanto da sciogliersi in bocca, non presenta eccessiva sapidità in quanto prodotto con una tecnica che contraddistingue il caviale pregiato, Malossol, che ne preserva il sapore puro e naturale, senza alterarlo. Il modo migliore di apprezzare questa prelibatezza è con il classico cucchiaino di madreperla o più semplicemente sul dorso della mano fra pollice e indice.

Abbinamento

Grazie alle sue ottime caratteristiche abbiamo potuto abbinarlo a uno spumante Dosaggio zero ma se non riuscite a procurarvi il caviale vero e proprio e decidete di ricorrere a un succedaneo come ad esempio le uova di lompo per attenuare la sapidità predominante di quest’ultimo vi consiglio di spalmare un velo di burro su una tartina e di accompagnarla a uno spumante brut meglio se Metodo Classico con un residuo di zucchero superiore al Pas Dosé.

Cin cin!

Autore dell'articolo: Katia Giorgi