ABBINAMENTO PER PICNIC DI PRIMAVERA: Maggiorina 2018 e Torta rustica alla zucca

Si sa che il Piemonte è terra di grandi vini ma questa volta vogliamo spingerci in una zona forse meno nota in cui il nebbiolo, qui chiamato Spanna, assume una sua propria espressività dotata di elevata freschezza e sentori tipici di un territorio unico, l’Alto Piemonte.

Siamo nella parte nord-orientale della regione, fra la sponda sinistra del fiume Sesia e il lago d’Orta, che comprende tutto il territorio comunale di Boca, in parte quello di Maggiora, Cavallirio, Prato Sesia e Grignasco, in provincia di Novara, che può raggiungere un’altitudine superiore ai 500 m slm.

Alto Piemonte

TERRITORIO

Boca è un piccolo paese circondato da colline coltivate a vigneti dietro le quali si intravedono le cime delle  Alpi. Il terreno morenico composto da argilla, sabbia, ciottoli di granito e porfido rosa si è formato a seguito della sovrapposizione di suoli alluvionali provenienti dai ghiacciai del Monte Rosa che prima della glaciazione erano ricoperti dal mare.

La conformazione dei terreni, ha costretto, fin dai primi impianti all’uso di gradoni orizzontali e di muretti a secco. Nonostante le correnti settentrionali provenienti dal Monte Rosa producano forti escursioni fra il giorno e la notte, il monte Fenera offre un riparo naturale che determina inverni miti, primavere temperate, estati e autunni caldi e soleggiati.

Vigna Montalbano

CENNI STORICI

La vite è per gli  agricoltori di zona una coltura antichissima e risale a prima della colonizzazione romana, testimonianza di ciò è il sistema di allevamento a “Maggiorina” praticato in questa zona e citato da Plinio il Vecchio nella sua Storia Naturalis, che è formato da tre viti che si sviluppano ai quattro punti cardinali formando il cosiddetto quadretto “Maggiorino” in cui convivono diverse varietà di vite.

Allevamento a “Maggiorina”

Questo sistema, adatto a terreni in pendenza e battuti da forti venti, ha subito nel corso degli anni svariate migliorie fra cui quella più importante, per aumentarne la resistenza ai carichi di uva, dell’architetto Alessandro Antonelli padre della Mole Antonelliana di Torino ed originario di Maggiora.

La libertà dei tralci, che possono crescere assecondando il naturale sviluppo della pianta rampicante che è la vite, rende i ceppi molto longevi, raggiungendo anche i 100 anni di età, infatti nella zona della DOC Boca troviamo viti impiantate tra il 1910 e il 1920, ancora perfettamente sane e produttive.

Fino agli anni ’50 la zona vitivinicola di Boca fu una delle più estese del Piemonte arrivando a contare oltre 40.000 ettari vitati ma rischiò l’estinzione quando la crescente industrializzazione svuotò le campagne della manodopera lasciando la maggior parte dei vigneti invasa dalla boscaglia.

Negli anni ’90 erano rimasti meno di 10 ettari coltivati da tenaci viticoltori che mantenevano in vita la viticoltura, uno di essi, Antonio Cerri ormai ottantenne passò il testimone a Christoph Künzli e Alexander Trolf, due amici Svizzeri, che innamorati della zona decisero di acquistare il vigneto Le Piane.

RECUPERO DI UN’EREDITA’

L’azienda Le Piane arriva oggi ad un’estensione di 10 ettari e il Signor Christoph sta portando avanti un grande lavoro di recupero del patrimonio varietale autoctono attraverso la selezione massale delle viti più antiche da cui una volta individuati i tralci migliori, grazie all’aiuto della Facoltà di Agraria dell’Università di Torino, si procede a innesto su piede americano dando vita a barbatelle che daranno i loro risultati fra una decina di anni.

Christoph Künzli

Grande progetto e grande lungimiranza che hanno origine dal recupero di una grande eredità da preservare e per il cui salvataggio sono necessari grandi fondi che il Signor Christoph è riuscito a raccogliere grazie alla collaborazione di 140 concittadini d’Oltralpe, amanti del vino di Boca, che si sono riuniti per finanziare questo importante progetto.

Frutto dell’ostinazione di non voler abbandonare varietà talmente antiche da non essere nemmeno citate nel disciplinare è la Maggiorina, vino che possiamo considerare la risposta dell’Alto Piemonte ai Châteauneuf-du-pape, essendo prodotti entrambi con 13 vitigni differenti.

La speranza è che questo vino, rientrato nella denominazione di origine controllata fino al 2010, torni quanto prima a essere valorizzato come dovrebbe in quanto pura espressione del suo territorio e fa veramente tristezza vederlo etichettato come semplice vino da tavola.

MAGGIORINA 2018

Il vino è prodotto vinificando insieme uve prevalentemente provenienti dalle vigne vecchie di Montalbano e Santuario, condotte a “Maggiorina”, situate ad un’altezza di oltre 400 m slm ed è grosso modo così composto: 40% di Croatina, 30% di Nebbiolo, 10% di Vespolina, inoltre troviamo dell’Uva rara, detta anche Bonarda novarese, il Dolcetto di Boca e altre varietà fra cui 2 a bacca bianca, Erbaluce e Malvasia.

Maggiorina 2018

La fermentazione avviene in una cantina di una semplicità assoluta grazie all’azione di lieviti indigeni ed è svolta in acciaio dove il vino matura per un intero anno per poi affinare 3 mesi in bottiglia prima di essere messo in commercio.

Il vino si presenta di un rosso rubino brillante con unghia che sfuma in trasparenza, al naso esplodono dal calice note fruttate di ciliegie sotto spirito e fiori di viola, seguite da soffi di polvere di caffè, in bocca si avverte la sensazione di masticare un Mon Cheri che si scioglie dolcemente grazie a un tannino gentile in un sorso fresco e moderatamente caldo.

Vino goloso che da adito a una molteplicità di abbinamenti, noi decidiamo di servirlo ad una temperatura leggermente fresca, 15-16°, per abbinarlo a una preparazione altrettanto golosa e sfiziosa, una torta rustica ripiena di zucca.

Ammetto che questo abbinamento nasce da un errore ma come spesso accade gli errori sono forieri di grandi idee, quindi, raddrizzando il tiro, con quanto il mio frigorifero offriva al momento, ho realizzato  la torta rustica che ha esaltato la morbidezza e l’intensità dei sapori e profumi della Maggiorina unendosi ad essa per un pranzo nel mio giardino che mi ha fatto desiderare intensamente un picnic primaverile all’aperto quando i tempi saranno migliori.

Maggiorina 2018 e Torta rustica alla zucca

Autore dell'articolo: Katia Giorgi