ABBINAMENTO STORICO: Frascati Superiore DOCG e Polpette di bollito

Stavolta giochiamo in casa e rimaniamo nel circondario della mia bellissima citta: Roma.

Ci allontaniamo dalla capitale di 15 km immergendoci nella campagna e andiamo verso i Castelli Romani per raggiungere un luogo intriso di storia: il sito in cui si trovava l’antichissimo lago Regillo, luogo in cui avvenne un’epica battaglia.

Cenni storici

Ci troviamo nella zona di Tusculum, antica città le cui origini risalgono al periodo medio dell’età del bronzo, intorno al 1500 AC, che divenne successivamente una delle più importanti città della Lega Latina che si oppose alle mire espansionistiche di Roma.

La città si trovava in cima a una collina fra i Comuni di Grottaferrata, Frascati, Monte Porzio Catone e Monte Compatri, zona che comprende l’attuale areale di produzione della DOCG Frascati Superiore.

Siamo nella fase di declino della monarchia, all’epoca di Tarquinio Il Superbo, Roma stava portando avanti una serie di battaglie contro i popoli Latini per affermare la sua supremazia nel Lazio mentre il regno del dispotico sovrano comincia a vacillare.

L’ultimo Re di Roma fu un abile condottiero di fama indiscussa ma il suo spregiudicato modo di ottenere il potere e schiavizzare il popolo gli costò il Regno, a causa di uno sgarbo del figlio alla moglie di uno dei suoi generali, fu cacciato da Roma e trovò rifugio presso la città di Tusculum.

Il Re detronizzato cavalcò con astuzia l’ondata di malumori delle popolazioni Latine nei confronti di Roma e diede vita a una Lega formata da una trentina di città con la quale riuscì a mettere in piedi un mastodontico esercito. Nel 496 AC le truppe Romane, seppure nettamente inferiori, sferrarono l’attacco a sorpresa sulle sponde del lago Regillo, fu una battaglia sanguinosa in cui combatté lo stesso Tarquinio ma che alla fine vide il successo dei Romani.

Battaglia del lago Regillo di Tommaso Laurenti nei Musei Capitolini di Roma

Territorio

La zona della DOCG si estende per circa 8.300 ettari e comprende i Comuni di Frascati, Grottaferrata, Monte Porzio Catone e in parte quelli di Roma e Montecompatri. Siamo in presenza di terreni vulcanici, originati dalle eruzioni dell’antico Vulcano Laziale che aveva un’altezza superiore ai 2000 m e cominciò la sua attività circa 600 mila anni fa.

Le continue eruzioni produssero numerosi crateri alcuni dei quali hanno dato origine al Lago di Albano e di Nemi.

Antico Vulcano Laziale

Le formazioni vulcaniche sono costituite soprattutto da ceneri e lapilli depositati in strati di notevole spessore e diversamente cementati. Troviamo pozzolane, ossia, ceneri vulcaniche che danno luogo a terreni sabbiosi, profondi e permeabili all’acqua; tufi, derivati dalla cementazione di ceneri e lapilli dove sono prevalentemente concentrati pascoli e terreni boschivi, infine abbiamo i depositi alluvionali, che provengono dalle pendici sovrastanti e che sono stati trasportati a valle dalle più recenti alluvioni.

L’altitudine dei vigneti è compresa fra i 70 e i 500 m slm con pendenza variabile ed esposizione orientata in generale verso ovest, nordovest. Il clima è mediterraneo, con una temperatura media piuttosto elevata di circa 15°, freddo poco intenso durante l’inverno ed estati poco torride.

La combinazione fra la natura del terreno e il clima rende la zona della denominazione un territorio altamente vocato alla produzione di vini di pregio.

DE SANCTIS: l’orgoglio di appartenere a un grande territorio

Esattamente nel luogo dove si trovava il leggendario lago Regillo sorge l’Azienda Biologica De Sanctis, guidata dal Sig. Luigi, che consapevole dell’importanza che riveste la zona a livello vitivinicolo e non solo, se ne prende cura decidendo di adottare un’agricoltura di tipo biologico e gestendo l’intero ciclo produttivo.

La famiglia De Sanctis è impegnata nella viticoltura già a partire dal 1816 e oggi con il figlio Francesco, che si occupa della cantina, l’attenzione è rivolta a tutte le fasi della filiera produttiva avvalendosi di tecnologie all’avanguardia che consentono di ottenere dei vini genuini dai vigneti coltivati a Malvasia Puntinata, Bombino e Cabernet Franc.

L’intera produzione è portata avanti naturalmente con una scrupolosa attenzione a preservare la qualità delle uve dalla raccolta in vigna, rigorosamente manuale, alla repentina lavorazione in cantina che avviene in riduzione di ossigeno tramite l’uso di gas inerte e mantenendo basse le temperature durante tutto il processo di vinificazione in modo da conservare aromi e colori intatti.

Dei gioielli aziendali vogliamo porre attenzione al Frascati Superiore DOCG Abelos 2018 il cui nome deriva dal mito greco di Ampelos, figlio di un satiro e di una ninfa, amato da Dioniso, che morendo si trasformò in una vite a cui diede il nome. Le uve impiegate sono la Malvasia del Lazio all’80% e il Bombino al 20% vinificate congiuntamente, il vino che si ottiene fa un affinamento di 6 mesi in acciaio sur lies.

Frascati Superiore Docg – Abelos 2018

Il risultato dal limpido colore dorato con dei riflessi verdolini, offre un naso intenso ed elegante con una complessità di nuances che vanno dal floreale della camomilla e della ginestra, all’agrumato e alla frutta a polpa gialla, per passare a note dolci di miele e toni minerali seguiti da fresche erbette di campo come la maggiorana.

Al palato, questo Frascati Superiore dal corpo medio e finemente equilibrato, irrompe con una buona dose di freschezza e sapidità che pur si accompagnano a una notevole morbidezza, ciò lo rende, insieme al ventaglio di sensazioni che è in grado di regalarci facilmente abbinabile a un’infinità di piatti che vanno dai tradizionali primi piatti della cucina Romana a quelli a base di pesce ma anche a zuppe di legumi e secondi piatti di carni bianche e pesce.

Noi abbiamo deciso di abbinarlo a una ricetta tradizionale della cucina Romana, cucina fondata sul riciclo degli avanzi, e in questo caso, la carne avanzata dalla cottura nel brodo, ossia le Polpette di bollito, per la cui realizzazione devo ringraziare i consigli dello Chef Michele del bistrot romano Terre e Domus che si trova di fronte al Foro di Traiano e che vi consiglio di visitare se volete assaggiare la cucina tradizionale della città eterna.

L’abbinamento che ne è risultato ha rasentato la perfezione, la freschezza e la sapidità  evidenti del vino hanno bilanciato la notevole tendenza dolce delle polpette, inoltre il grado alcolico moderatamente avvertibile (13°) è stato in grado di spazzare via l’untuosità del fritto che, nonostante le mie accortezze, è rimasto comunque percepibile, l’intensità gusto-olfattiva e la persistenza del vino stesso accompagnano egregiamente l’aromaticità e la speziatura del piatto.

Ciò che mi ha colpito particolarmente è stato però il matrimonio d’amore fra le note agrumate dell’Abelos e le scorzette di limone usate nella preparazione che si intensificano a vicenda, per ciò se avete questa bottiglia, scorzette di limone a gogò et bon appétit!

Autore dell'articolo: Katia Giorgi