Beviamoci Sud – Seminario: Negroamaro e Primitivo: La Puglia di Gianfranco Fino

In queste settimane la Capitale è stata sede di una fitta serie di grandi eventi sul vino, questa volta abbiamo presenziato la prima delle due giornate del festival dedicato ai grandi rossi del Sud Italia, Beviamoci Sud.

La manifestazione si è aperta con un seminario dedicato a un importante viticoltore pugliese, i cui vini avevo già avuto il piacere di conoscere al mercato Fivi di Piacenza nel novembre scorso: Gianfranco Fino.

Siamo stati guidati dalla Signora Natale e da Luciano Pignataro che ci hanno raccontato il territorio, le tecniche di produzione e l’amore, la passione che Gianfranco Fino e sua moglie impiegano per produrre dei vini di carattere, divenuti ben presto simbolo dell’enologia salentina nel mondo.

Ci troviamo a Sava, in provincia di Taranto, uno dei 3 comuni insieme a Lizzano e Torricella da dove prende piede originariamente la coltivazione del Primitivo di Manduria che qui è allevato ad alberello come da tradizione. Una tradizione che i coniugi Fino decidono di seguire quando nel 2004 acquistano un piccolo vigneto di sessanta anni che produce poca uva ma di buona qualità e decidono di condurlo ad agricoltura biologica, seppure non certificata per scelta aziendale.

Abbiamo aperto le danze con un vino spumante metodo classico che il Signor Gianfranco ha dedicato a sua moglie: Simona Natale Rosé Pas Dosé, prodotto da uve Negroamaro che macerano sulle bucce per 24 ore, matura 7 mesi in barriques, riposa sui lieviti 36 mesi e affina in bottiglia per altri 7 mesi prima di uscire in commercio. Uno spumante che deve seguire i suoi tempi, senza forzature, prodotto solo in annate ottimali, infatti la 2015 in formato magnum che abbiamo avuto la fortuna di degustare è la seconda annata mai prodotta.

Si presenta di un rosa tenue dai riflessi salmone con un perlage di bollicine della grandezza di una punta di spillo che formano delle catenelle che nascono dal fondo del calice e salgono in superficie in modo costante e persistente.

Simona Natale Rosé Pas Dosé 2015

Al naso piccoli frutti rossi si propagano insieme a note di macchia mediterranea, di mirto e di origano con lievi nuances fragranti e sbuffi minerali, iodati, indizi di quella vicinanza al mare in cui sono dislocati i vigneti. Le sensazioni marine scaturiscono in una grande sapidità che inonda il palato insieme a una freschezza che sale verticale e da una cremosa morbidezza che le accompagna al tempo stesso.

Mettiamo da parte il Negroamaro per un istante e passiamo al Primitivo Es 2015, un vino che esprime passione e che non può lasciare indifferenti, o lo si ama o lo si odia!

Prodotto da alberelli antichi che si trovano su terreni rossi adagiati su base tufacea che garantisce freschezza in una zona di grande caldo in cui scarseggiano le precipitazioni, determinando così un elevato grado di acidità nelle uve. Durante la vinificazione il contatto con le bucce dura da 2 a 3 settimane e dopo una pressatura soffice delle vinacce il vino viene posto in barriques di rovere francese di primo e secondo passaggio dove viene lasciato maturare per 9 mesi, dopodiché senza chiarificazioni e filtrazioni viene imbottigliato e affina per altri 6 mesi prima di uscire al consumo.

Nel calice si presenta di un brillante rosso tendente al granato con unghia quasi trasparente, ampie lacrime solcano il bicchiere a indicare una gradazione alcolica importante, al naso avvolge in modo accattivante, con note di frutta rossa matura, balsamicità di macchia mediterranea ed erbe aromatiche accompagnate da toni leggermente speziati, di pepe nero che appaiono in maniera più pronunciata nell’annata successiva, la 2016, insieme a sentori di liquirizia e mon cheri. In bocca entra con tutta la sua potenza e la piena rispondenza con quanto avvertito all’olfatto mostrando un’acidità e una sapidità ben marcate, un grado alcolico di 16,5% perfettamente integrato e un tannino imponente ma di nobile fattura. Durezze e morbidezze che si equilibrano in maniera magistrale in un vino pienamente armonico e dalla persistenza prolungata.

ES 2016

Io sono fra quelli che lo amano se non si era capito!

Torniamo adesso al Negroamaro, Jo che prende il nome da Jonico, il mare che bagna le coste di Manduria dove sono coltivati i pochi ettari dei suoi vigneti ma anche nome con cui viene chiamato questo vitigno.

Abbiamo degustato la bottiglia 2015 e quella 2016 e qui le differenze di annata sono maggiori rispetto a quelle riscontrate nel Primitivo, torna la balsamicità con il mirto, le erbe aromatiche, la carruba e la speziatura, grande pulizia di bocca e un tannino vellutato ma che si espone in misura maggiore nella 2015 rispetto alla 2016 che presenta una maggiore setosità ed oltre ai sentori consueti avvertiti precedentemente sprigiona profumi di ciliegia matura, viola e rabarbaro.

JO 2016

Infine per concludere in bellezza ci deliziamo il palato con ES più Sole, vino dolce naturale che entra suadente in bocca ed esce secco, prodotto con uve di Primitivo che appassiscono in pianta, ed esce sul mercato dopo 12 mesi di maturazione in legno e 12 mesi di affinamento in bottiglia. Quattro le annate prodotte, nel 2008, 2012, 2017 e 2018. Un vino che stupisce!

ES più Sole

Autore dell'articolo: Katia Giorgi